Le moto nuove non sono migliori!

Negli ultimi anni ho assistito impotente ad un impoverimento della qualità tecnica e costruttiva dei nuovi modelli di motociclette messe in commercio in quest’epoca di false speranze per la crisi, che, inarrestabile, ineluttabile, incipiente come la calvizie, ma per fortuna solo passeggera come un onda lunga, hacondizionato pesantemente le scelte commerciali dei grandi produttori di moto.
Questo ha portato alla nascita di motociclette come Suzuki GladiusKawasaki  Ninja 250klx 250Yamaha XJ6Honda Cbf 600cbr 125Crf easy 230.
Nanche le italiane sono esenti da questo mio personale giudizio: Aprilia Pegaso 650, Ducati è un discorso a parte, dato che ho sempre avuto la fortissima impressione che quel traliccio fosse proprio una scusa per non fare investimenti seri su moto concettualmente nuove e un po’ diverse (Tra l’altro, a smentirmi per quanto riguarda la fascia delle moto serissime, pare che dal 2012 Ducati mettera’ in commercio una nuova supersportiva superbike 1200 con telaio in carbonio, come la desmosedici da motogp di Casey Stoner…).   Insomma, non è che il nuovo monster non sia meglio del vecchio (parlo di tecnica, non di estetica), ma non mi potete venire a spacciare che il Monster 620-695 è una moto diversa rispetto alla multistrada 620. In Ducati si è spesso usato applicare sovrastrutture diverse sulla stessa base telaistica, e chiamarla cosi “moto nuova”!
Prima di lasciarvi infiammare gli animi, sappiate che intendo limitare questo discorso solo ai modelli “entry level” o cmq a quelli che non sono oggetto di sviluppi prestazionali importanti: non mi sognerei mai neanche di pensare che unaDucati 1198 sia peggio di una 999 o una 998. O una Ninja nuova con una vecchia.
Su quei prodotti infatti c’è un costante sviluppo, ci sono investimenti volti a raggiungere prestazioni sempre piu’ avanzate e aggiornamenti veri, costanti, volti a migliorare il prodotto. In modo tangibile.
Riguardo alle motociclette “entry level” sopra citate, la mia irritazione nel vederle in vetrina nei concessionari risiede principalmente nella presa per i fondelli della quale il consumatore è vittima incoscente:
Ci spacciano qualcosa di arretrato (inferiore persino al modello che si va sostituire nella gamma prodotti, per esempio) per qualcosa di nuovo. Oppure propinano direttamente  il vecchio per nuovo. E il motociclista medio (con una cultura motociclistica media) abbocca pure. Inevitabilmente.
Non sto neanche dicendo che i nuovi prodotti non siano validi, ma solo che alcunisarebbero potuti essere un passo avanti, ed invece sono stati proprio un passo o due indietro, almeno per certi versi. Quindi questa è una critica costruttiva, e non un cieco tiro al piccione..
Procedo con ordine e specificatamente per ogni modello di moto che piu’ mi provoca bruciore:
Per questa prima puntata abbiamo scelto di parlarvi della: Suzuki Gladius 650: esteticamente gradevole per certi versi, è figlia della Sv650, nata nel 1999, andata in pensione nel 2007. La Gladius, sostituendola in gamma, dovrebbe portare qualcosa di nuovo, o se non altro, di migliorativo ad un ottimo progetto con dieci anni sulle spalle.
Macchè: il motore (la parte migliore) subisce pesantemente le limitazioni euro3,perdendo grinta, vigore, rapidità nella risposta. La moto nuova accusa quasi 20kg in piu’ sulla bilancia, per di piu’ dislocati non ottimamente e tali da generare inerzie maggiori nella moto. Manca un sottosella (prima, sulla SV, era veramente grande e capiente). I materiali e le finiture sono inferiori. E di gran lunga. Tutto è molto piu’ squadrato, meno lavorato: dalla pedana, alla leva, alle piastre sterzo, alle saldature del telaio (passato da alluminio serissimo ad acciaio intralicciato malamente con coperture di plastica, per fare tanto “SXV-RXV Aprilia”(per chi scrive, l’SXV è tra le moto piu’ belle dell’universo). Scandaloso. A momenti usano la plastica anche per fare i pistoni! E hanno pure il coraggio di farci correre un monomarca per i clienti (ottima idea, ma la base di partenza non è all’altezza, in efficienza tecnica e guida, della prima SV).
E’ vero, il prezzo di partenza di vendita della Gladius è inferiore a quello della SV650, tuttavia entrambe venivano fortemente scontate all’atto dell’acquisto.  specie nell’ultimo periodo (ricordo di aver visto esposto il cartello, presso il principale cessionario suzuki di milano, “4800 euro chiavi in mano” per il 650 e “5800″ per il mille. E ho pure una reminescenza, per il mille della SV, che fosse stato messo fuori a 5200 euro per qualche tempo. ma su questo potrei anche sbagliarmi.
Insomma, la crisi spinge, le case piangono e cercano di produrre a costi inferiori moto, comunque affidabilissime, ma di qualità intrinseche inferiori alle precedenti medie di mercato. Il prodotto rimane valido, il prezzo è giusto perchè si compra bene, ma non tollero che me lo si spacci per nuovo e superiore al precedente quando siamo di fronte ad una minestra riscaldata e inacidita, per quanto avvenente.
Tuttavia ci sono eccezioni anche sulle entrylevel: la GSR600, tanto per rimanere in casa suzuki, viene venduta ad un prezzo eccezionale (5500 euro o meno!) ed è una moto di ottimo livello tecnico e prestazionale.
Ritorneremo presto su questo argomento parlando anche a proposito di ninja e cbr…
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Caporedattore di Blogobike, esperto di meccanica, corsi di guida sportiva in pista e sicurezza su strada

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