Addio Marco Simoncelli: è mancato in seguito ad un gravissimo incidente di gara in Malesia a Sepang

Tremendo risveglio questa mattina, per tutti, ci stringiamo intorno alla famiglia di Marco, porgendole le nostre più sentite condoglianze.

Sebbene ci si mozzi il fiato a parlarne, cosi come a scriverne, so che a tenersi tutto dentro, dopo poco, si sta solo peggio: parlare fa condividere una pena interiore che non è sopportabile tutta da soli. Era solo ieri che Marco si diceva contento e felice di essere arrivato in Malesia, sempre col suo fare molto colloquiale.

La dinamica dell’incidente

 

Simoncelli ha affrontato il tornatino che immette sul primo lunghissimo rettilineo dei due del circuito malese, al punto di corda (e di massima piega, ma di inizio di apertura gas) è mancata l’aderenza, prima dietro, poi davanti, la moto si è sdraiata, ma Marco, con tutta la sua forza di voltontà e fisica, ha cercato di non farla cadere del tutto, come in altre occasioni molti altri avevano fatto, tenendola su con ginocchio, gomito e determinazione.

Chiudendo il gas, la moto ha cominciato a rallentare, lentamente, e a portarsi fuori traiettoria, perchè, pur essendo inclinata, non aveva grip e spinta laterale per chiudere la curva e rialzarsi e stava puntando quasi la tangente. Tuttavia non ha perso totalmente spinta e direzionalità, mantenendo sull’anteriore un raggio di curva molto più largo del normale, percorsa poi senza più accelerare, e senza più riuscire a raddrizzare la moto, che è rimasta piegata, appoggiata su carene e ginocchio, in un’ infinita piega che l’ha portata da fuori traiettoria, prima, a incrociare, dopo, quasi perpendicolarmente la traiettoria di chi invece aveva potuto accelerare, cioè Colin Edwards e Valentino Rossi, che stavano battagliando per conto loro, doppiamente impegnati a gestire anche le gomme fredde.

I due piloti che sopraggiungevano non hanno visto arrivare Simoncelli da sinistra (dall’esterno della curva), perchè erano piegatissimi, a loro volta,  all’interno, ed anche durante l’accelerazione avevano lo sguardo avanti, in fondo al rettilineo: non si sono accorti che Simoncelli era appeso alla moto, senza più controllo sulla direzione della stessa, procedendo a bassissima velocità (stimiamo 70 km/h circa) contro i 160 km/h di chi sopraggiungeva, in piena accelerazione.

Il campo visivo di Vale ed Edwards era volto in avanti, la pista di Sepang, in quel punto, è larga ben 16 metri, cioè come 5 automobili in fila da muso a posteriore, un abisso di spazio, anche laterale, che non ha potuto far cogliere al volo il fatto che ai due estremi esterni ci fossere piloti in cosi diverse condizioni.

Edward ha colpito Marco al corpo, e la moto, Valentino, nonostante non si sia detto in TV, ma sinceramente, credo proprio di aver visto bene, analizzando il filmato, Valentino ha colpito Marco -che aveva già subito la spinta e la rotazione del corpo in seguito ad essa- sul collo, che poi ha sfilato anche il casco, per strisciamento, il casco ha ceduto nel punto del cinturino, come previsto dalle specifiche di sicurezza, per non tagliare la gola al pilota, con spinte eccessive.

Ovvio, Valentino ed Edwards non hanno nessuna colpa. Valentino poi è anche riuscito, forse perchè ha avuto 10 metri in più,  anche a girare un po e frenare un po di più. tuttavia sarebbe stato ugualmente inutile: non c’era tempo ne spazio di manovra.

I perché

Alla televisione tutti abbiamo sentito parlare Nico Cereghini, che è riuscito a non cedere alla commozione, sulle cause dell’incidente, su cosa l’ha innescato, su cosa si poteva fare per evitarlo, o evitare che ne accadano di altri in futuro.

Nico Cereghini a fuorigiri parla di elettronica che non fa cadere, di gomme fredde, di sfortuna pazzesca.

Gomme fredde? Puo’ darsi, ma aprire il gas prima possibile porta sempre, anche a gomme calde, al rischi di far pattinare il posteriore. E poi è una gara, si tira sempre al limite: se gli dessimo gomme calde, aderenti, arriverebbero anche al limite di quelle.

Io non credo nell’elettronica, piuttosto è stato Marco a non mollare, come spesso è accaduto. Magari l’elettronica non ha lo ha fatto cadere subito (era appena in fase di apertura, dopo la corda della curva), ma Marco non ha voluto mollare, ha tenuto su la moto con tutte le sue forze (148kg di moto +20 kg di benzina) ma non è riuscito a tirarla su in tempo. E non ci sarebbe riuscito affatto, con tutta probabilità: stava andando proprio fuori pista interna, sull’erba.

Il padre, la famiglia, alla quale va tutto il nostro affetto, il nostro cordoglio, le nostre condoglianze, ha chiesto di poter donare gli organi di Marco. Tuttavia non è stato possibile, perché Simoncelli è arrivato già in arresto cardio-respiratorio in clinica mobile. Era pronto anche l’elicottero, tuttavia non si carica ne si sposta nessuno se questo non è prima stabilizzato. Marco non si è mai ripreso.

E adesso?

La gara è stata annullata subito, giustamente. Oltretutto non si è finito neanche il primo giro: se si fosse ripartiti si sarebbe ricominciati da zero.

Adesso si parla di sicurezza: di pedane, leve,  di parti della moto potenzialmente pericolose, ma qui si tratta di massa, di inerzie che si scontrano.

Il segno nero, della gomma che lo ha investito, è stato anche rivelatore del probabile trauma -cervicale- di gravissima entità che lo aveva coinvolto: non c’era scampo comunque, anche con le moto rivestite di gommapiuma non sarebbe cambiato nulla.

Poi sono convinto anche io che mettere dei para leve, e dei para-pedane sia una cosa sicuramente di aiuto: sono molti i casi in cui la pedana colpisce e punisce anche lo stesso pilota.

Marco Simoncelli aveva 24 anni, era nato a gennaio del 1987, è morto oggi, alle 16.56 di quest maledetta domenica 23 ottobre. Ci mancherà tantissimo.

Ciao Marco.

Come molti altri nostri colleghi, NON aggiorneremo il blog in segno di lutto e nel rispetto della famiglia.

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scritto da

Caporedattore di Blogobike, esperto di meccanica, corsi di guida sportiva in pista e sicurezza su strada

5 commenti

  1. bcs says:

    Non ci sono parole per la perdita di questo SEMPLICE GRANDE UOMO e Campione, morto facendo ciò che amava, la sua vita!…
    Ciò che doveva essere una grande giornata di festa, di tifo e di emozioni, è cambiata in un istante…
    Istante interminabile, quelle spaventose riprese dell’incidente, il volto del padre, della fidanzata,di Paolone Beltramo, la voce di Meda, il volto di Vale, suo grande amico, Stoner, Aligi Deganello…
    Insomma, tutto il paddock è stravolto, straziato, così come noi tifosi.

    Riposa in pace Marco, mancherai a tutti noi!

  2. 58: quel pugno nello stomaco che non passa | BlogoBike says:

    [...] eventi della MotoGP in Malesia, di cui ho scritto ieri, ci hanno lasciato tutti con la un immenso mal di pancia: per noi del settore quei ragazzi sono [...]

  3. Ecco come tutti gli amici lo ricordano: tributo al SuperSic | BlogoBike says:

    [...] Internet è grande, sia quando si tratta di distruggere, che quando si tratta di  stringersi e farsi vicino gli uni agli altri: i piloti, i team, gli amici, si scambiano abbracci e pensieri per commemorare l’amico scomparso tragicamente. [...]

  4. Ricominciamo: Lorenzo Jovanotti Cherubini ci incita a risalire in sella. | BlogoBike says:

    [...] è quanto ha scritto Lorenzo Jovanotti sulla sua pagina di Facebook: Jovanotti, Valentino e Simoncelli erano amici e si dedicavano ogni tanto qualche giornata tutta per loro, su e giù per [...]

  5. | BlogoBike says:

    [...] Edwards, mesto e malconcio dopo l’incidente che ha coinvolto sia lui che Rossi che Simoncelli, è rimasto traumatizzato nel cuore come nel fisico dal quel botto [...]

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