Carmelo Ezpeleta ucciderà il motomondiale

E ci riuscirà se glielo lasciano fare: centralina unica per tutti e limitatore di giri per livellare le prestazioni tra ufficiali MotoGP e squadre CRT.
Per funestare questo futuro tormentato 2012 non bastava l’assurdità di limitare l’alesaggio dei motori a 81mm, che di fatto vincola anche le soluzioni tecniche utilizzabili per tutti, ma addirittura si spinge a voler limitare la potenza massima, contenere i controlli di stabilità della moto (le mille avranno 265 cavalli, niente di meno) e imporre a chi ha speso, e spende, milioni di euro di limitare la propria tecnologia e potenziale in nome di un livellamento (e parliamo di abbassamento) della competitività di chi va di più.
In più abbiamo lo screditamento completo delle categorie minori: la moto2 è a motore monomarca, la 125 è morta e la moto3 250cc è solo più costosa e rumorosa. L’intento di Ezpeleta è quello di sganciare la classe regina dalle due classi cadette e creare una sorta di Formula1 delle moto: per questo l’ha chiamata Moto1.
E’ morto il Re, viva il CRT!

Queste le dichiarazioni di Carmelo, imbarazzanti e preoccupanti allo stesso tempo. Noi ci vergogniamo per lui. Commentiamo quindi anche nel testo, in neretto non corsivo:
“Il campionato ideale dovrebbe avere moto con più o meno lo stesse performance, più o meno lo stesso telaio, visibilità e possibilità” – certo, per fortuna che le moto sono colorate diversamente, altrimenti come le distingueremmo? -
“La situazione reale è questa: la MotoGP costa tanto, è una battaglia tecnologica che non sta portando da nessuna parte. Ok che senza questo particolare non potrebbe essere la massima espressione del motociclismo - lo sviluppo tecnologico comincia da qui per trasferirsi alla produzione o, da novità, affermandosi, può trovare veri sbocchi di mercato -, ma si tratta anche di gare fra team e piloti in pista. La scelta delle CRT è dedicata a coloro vogliono correre ma non hanno grandissimi budget, il problema è che non riusciamo a garantire le performance delle moto ufficiali e non si risolverebbe nessun problema” - punto primo: se non hai soldi, stai a casa e non corri. Punto secondo, i piccoli budget di cui parla sono comunque colossali in generale: 4 milioni contro 1 e mezzo. E parliamo della sola singola moto.
C’è da mangiarsi le mani

“I piloti più forti rimarranno con gli ufficiali - questo si che aiuterà i team meno competitivi! -, secondo Corrado Cecchinelli se tagliassimo tecnologia agli ufficiali diminuiremmo il gap e anche le case motociclistiche lavorerebbero meglio. - certo, vedrai come ti ringrazieranno, come la Suzuki e la Kawasaki-. Abbiamo già iniziato questo processo imponendo il limite di 81mm all’alesaggio, ma rimane il problema delle 1000 che hanno molta più potenza delle 800. - 1: il regolamente l’hai fatto tu con le case e la FIM; 2: imponendo benzina verde reperibile da distributore, le prestazioni sarebbero limitate di uno step importante, senza sacrificare il progresso tecnico. L’anno prossimo andrà come andrà - tanto non sei tu che corri un campionato imbarazzante e già perso in partenza per più della META’ dei partecipanti -.
Lor signori scusassero, ma qualcosa avrei da dire:

Tutto questo scempio, perché queste sono solo alcune delle più grandi novità, in nome del contenimento dei costi esorbitanti che Carmelo stesso ha contribuito a creare: puntare tutto sulla massima categoria (perchè poi?), ammazzando l’appetito tecnico sulle minori (grave errore che ha allontanato quasi tutti i costruttori), impoverimento tecnico (perchè varietà è ricchezza, e lo sappiamo tutti benissimo) causato da un aumento dei costi che già da 6 anni bucava le tasche di tutti nel paddock: Aprilia, KTM, Suter, Ilmor, Kawasaki, Suzuki, KR, WCM… devo continuare per forza o posso smettere di piangere?
Questi sono costruttori di moto, ragazzi, teoricamente costruire moto è il loro DNA e partorire telai e motori, anche inediti o prototipo (è lo stesso per il regolamento, ma c’è differenza a livello di progettazione), non è cosa strana o inaccessibile.
Aprilia aveva creato un 3 cilindri terrificante, con una potenza che metteva paura persino a Valentino Rossi (salvo poi non poter essere guidato a podio o andare a fuoco, ma fa parte del gioco e dello sviluppo tecnologico); KTM aveva progettato un sei cilindri a V, costruito, provato, ma poi lasciato li, nel dimenticatoio; Ilmor aveva già creato la sua 800 nel 2006 (portata in gara da Garry McCoy), salvo poi non partecipare nel 2007.
Nessuna colpa? Tiratevi le orecchie da soli

Adesso la moto te la danno in leasing non te la puoi neanche tenere: 4 milioni di euro a motocicletta e non è nemmeno tua perché a fine stagione non ti rimangono neanche le carene.
Aprilia per la sua CRT, parla di 1 milione e mezzo all’anno, sempre in leasing. E’ già un passo avanti per i costi, ma non per la salute di chi ci mette l’investimento: piuttosto, vendimela a 2 milioni, almeno l’anno prossimo ho ancora una moto su cui correre e se non riesco, la posso sempre rivendere e rientrare per ripresentarmi in griglia con qualcos’altro.
Da una parte quindi c’è la responsabilità della Dorna, dall’altra quella dei costruttori (miopi e poco lungimiranti, senza una visione di insieme) e dall’altra ancora, quella della FMI (Federazione motociclistica internazionale).
Come vedere degli impiegati di banca senza un capo, uno che dirige i lavori. Anzi, è come se li dirigesse la persona addetta allo smistamento della posta.



[...] Filippo Preziosi denuncia la sua grande preoccupazione per il futuro della classe regina, condiviso pienamente anche da noi, facendo però intendere che un azienda come Ducati troverà altri lidi dove approdare per [...]
[...] fare qualcosa”. E farla davvero. Come abbiamo più volte sostenuto, il campionato MotoGP-CRT, vittima di se stesso per costi insostenibili e gestione inguardabile, è andato via via perdendo appeal tecnico e [...]