Ducati lascerà la MotoGP?

Partendo da una dichiarazione rilasciata al quotidiano La Stampa, L’ingegnere Filippo Preziosi denuncia la sua grande preoccupazione per il futuro della classe regina, condiviso pienamente anche da noi, facendo però intendere che un azienda come Ducati troverà altri lidi dove approdare per sviluppare tecnologia col grande fuoco della passione.

Il capo del progetto MotoGP Ducati, il papà della Desmosedici, dichiara: ”Se il regolamento tecnico della motogp castrerà l’ingegno e la fantasia degli ingegneri per Ducati, una casa da sempre legate alle soluzioni tecniche “particolari”, potrebbe non aver più senso correre“.

Considerato che il regolamento tecnico MotoGP è fatto apposta per durare e per castrare ancora ulteriormente lo sviluppo tecnologico – vedi centralina unica per tutti nel 2013 e limitatore di giri per le MotoGP vere (da venti milioni di euro) per ABBASSARLE alle prestazioni delle CRT (da due milioni di euro) -, l’esito di questa conversazione, in futuro, potrà essere uno solo. Ma non offendiamo la vostra intelligenza, rivelandovelo o passando per preveggenti.

Nuova formula: Spendi di più, vinci di meno

Il campionato Mondiale della massima categoria, della massima espressione della tecnologia su due ruote, sta scadendo a livello di spettacolo da molto tempo, mantenendo però un discreto appeal sul piano tecnico; tuttavia anche l’aspetto dello sviluppo di tecnologie innovative ha subito un drastico rallentamente negli ultimi 3 anni: da tempo si è infatti stabilito che, per i mille, l’alesaggio massimo dei motori in gara sarebbe dovuto essere di 81mm, misura che ricalca quelli che sono, anzi, erano, i parametri per partecipare al campionato Mondiale Superbike, perché già da tempo si pensava di utilizzarne, almeno in parte, i propulsori derivati dalla serie.

Attualmente questo limite non sussiste più per la SBK (Aprilia ha sviluppato il suo motore RSV4 su queste specifiche, anzi, per dirla come ne ho sentito parlare tra i loro ingegneri, con questi limiti).

Aprilia rientra in MotoGP dalla finestra e non dalla porta principale

Se non ci sono differenti tecnologie a confrontarsi, si perde molta della sfida connessa con le competizioni, per lo meno a questi livelli.

Le moto CRT, destinate soltanto ad aumentare in futuro, sono attualmente non competitive sul piano prestazionale -nonostante gli indubbi e consistenti vantaggi regolamentari –  e non interessanti tecnicamente, dato che non presentano significative innovazioni in nessun campo specifico: i motori sono TUTTI derivati da quelli del mondiale Superbike ed elaborati ulteriormente per ottenere più potenza (come se non bastassero già i 230cv che sono in grado di erogare) e le ciclistiche sono tutte standardizzate attorno a strutture Deltabox in alluminio.

Petroliere giganti per tutti con Carmelo Ezpeleta: “Se necessario aumenteremo la benzina per le CRT, da 23 a 25 litri. Anche a 27″

Vero, questo è il modo per fare una moto da corsa con prestazioni sicure, in un canone oggi ben affermato, anche se molto Jap.

Ma la crescita passa per esperimenti, affermazioni, successi e vendite: come può qualcuno di esterno avvicinarsi ad un universo che non gli permette di entrare?

Le regole di questo tipo stanno stringendo la cinghia intorno ai costi (che saranno sicuramente più bassi per una CRT, ma gli sponsor pagheranno anche di meno, per i minori risultati ottenibili), ma stanno anche mettendo un cappio all’ossigeno di un campionato che non prende nuova aria da troppo tempo e si vede: monopoli quasi di stato, con moto in Leasing a 4 milioni di euro anziché di proprietà dei team che le vorrebbero anche acquistare. Considerate che anche le CRT -vedi Aprilia - saranno date in leasing! E mica a molto di meno!

Se sei l’organizzatore di un campionato, fai delle regole e le fai rispettare. Niente più moto in leasing per lo meno, o costi calmierati: sei la MotoGP, accidenti, si iscriveranno tutti lo stesso.

“Il meglio del meglio del meglio”

La SuperStock esiste già, la Superbike pure; adesso hanno istituito ufficialmente anche il campionato per moto di serie… insomma, se volete andare a vedere corse dove tutti sono ad armi pari, combattute, accomodatevi, c’è già parecchia scelta ed è anche di grande qualità.

Noi siamo qui a discutere di come si possa mantenere un campionato ai massimi livelli senza castrare lo sport, la tecnica e lo spettacolo.

Il meglio del meglio del meglio, come direbbe Will Smith. E non facciamoci prendere in giro da quello che splende davanti alle telecamere: non è oro: è solo un riflesso di un pallone sonda nell’orbita di Venere.

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Caporedattore di Blogobike, esperto di meccanica, corsi di guida sportiva in pista e sicurezza su strada

9 commenti

  1. putredine says:

    lascIerà… sei un allievo di straFalcioni da motoblog?

  2. BlogoBike | Questi sono prototipi: ELF says:

    [...] la parola per mostrare qualche immagine che vi lascerà sicuramente 500 motivi per riflettere su ciò che sta accadendo al mondo della MotoGP e delle [...]

  3. Walter Crispino says:

    Non credo, sai, perchè su 20mila che l’hanno letto, solo tu te ne sei accorto! E hai ragione, ma quando faccio i titoli ogni tanto vado per la tangente, fidandomi del correttore automatico… mi chiedo chi l’abbia programmato! E tu come stai? E’ un po’ che non ti leggo in giro.

  4. putredine says:

    tocca cambiare nick in continuazione, non tutti sono aperti alle critiche come te.
    io farei sparire anche il primo capoverso, già che ci sei, però vedi tu… ;)

  5. Hornettista says:

    Scusa, ma te lo voglio dire: l’errore da quinta elementare ci può stare (insomma…), ma lascia perdere la storiella del correttore automatico. ;)

  6. Walter Crispino says:

    Eh ragazzi, come la plin plin, ogni tanto, quando scappa scappa… :)

  7. Hornettista says:

    Se uno è incontinente, meglio che non si professi giornalista o caporedattore. Va bene che tutti possono essere chiunque su internet, ma non sapere le tabelline e dirsi ingegnere non è il massimo…

  8. Walter Crispino says:

    Chiedo venia e mi cospargo il capo di cenere. Ogni tanto capita di sbagliare anche le cose più semplici e ovvie, come un “i” fuori posto da italiano maldestro, come in questo caso, vuoi per un motivo, vuoi un altro.
    In ogni caso vi ringrazio che ce lo facciate notare e ci permettiate di correggere, perché teniamo a fare le cose nel modo migliore.

  9. BlogoBike | Il domandone del motogiorno says:

    [...] per spiegare la formula CRT ci si mette almeno mezzora e, alla fine, non sei più sicuro di quello che hai appena detto? [...]

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