Gli autovelox uccidono

Un motociclista inglese, Timothy Rowsell, è morto a causa del cosi detto “panico da autovelox”.
Viaggiava a 109 km/h sulla sua Suzuki GSX-R 1000, quando ha visto, probabilmente troppo tardi, l’apparecchiatura del rilevamento della velocità istantanea.
In quel di strada vige il limite delle 50 miglia orarie, Timothy è stato fotografato a 69 miglia l’ora.
Ha frenato bruscamente per non incorrere nella salata multa e, bloccando le ruote, è finito a terra, carambolando nel volo e finendo addosso alla barriera spartitraffico.
Probabilmente non è neanche riuscito a rallentarsi di molto, dato che, in questi casi, o si blocca subito (prima della compressione delle forcelle, che caricano il pneumatico, aumentandone il grip) o si frena in qualche modo.
Vi proponiamo qui un altro video, in diretta, dove la vista della sola volante della polizia innesca una scivolata del motociclista, sul quale poi le forze dell’ordine infieriscono miseramente…
E’ un fatto che se da una parte questi apparecchi salvino molte vite -perchè è innegabile che funzionino come deterrenti per le elevate velocità in punti potenzialmente pericolo- in certi casi la loro presenza possa dare luogo a spiacevoli incidenti.
E’ inutile fare i bigotti o far finta di niente, quando c’è un autovelox siamo tutti li a dare spesso una toccata ai freni in prossimità dell’apparecchio se lo scorgiamo proprio all’ultimo.
Buona norma vorrebbe che, se proprio lo dovessimo fare, sarebbe il caso di dare PRIMA un occhio allo specchietto retrovisore: va bene le distanze di sicurezza da rispettare per chi ci segue, però anche metterci a fare improvvise inchiodate gratuite sul dritto è cosa da delinquenti.
Nonostante chi vi scrive sia decisamente intollerante -ma rispettoso- dei sistemi di rilevamento e controllo della velocità, è indubbio che se proprio ci devono essere, allora sceglierei il sistema TUTOR: nessun motivo di improvvise toccatine ai freni, velocità controllata per un lungo tratto, la media non può essere troppo elevata, se si è multati è perchè davvero si va troppo veloci per un lungo tratto, per cui si è davvero colpevoli.
Personalmente sono stato multato di ben 2mila euro per essere andato a più di 100 all’ora, per 3 punti di controllo, complessivamente circa 20km, con il carrello portamoto al traino della macchina: non avevo pensato che il sistema TUTOR potesse riconoscere anche il rimorchio e applicare i conseguenti limiti: 80 km/h.
Per ritornare al titolo di pagina, cari amici, il panico è capace di giocare anche i più esperti e migliori talenti del manubrio.


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