MotoGP: Bugie e verità a 330 all’ora

Benvenuti nella MotoGP, benvenuti allo show dei baracconi volanti sul filo del rasoio.

Il massimo della tecnologia, il massimo degli umani al manubrio, il massimo delle Umbrella Girl (sul serio! in SBK non sono cosi spettacolari!), ma il minimo dello spettacolo e del divertimento!

Stasera comincia il campionato del Mondo di MotoGP, Moto2 e 125 (presto Moto3).

Siate sinceri, a voi questa MotoGP non piace poi tantissimo, eh?

17 piloti che soffrono di solitudine, con distacchi abissali sui tempi tra il primo e il quinto,  senza neanche il consistente rischio che si faccia un pò di bagarre per le posizioni che contano (ehi, un momento, con questo insulso sistema di punteggio contano tutte!) sembra qualcosa di noioso solo a sentirla nominare!

Questi ragazzi corrono per lo spettacolo, per il nostro divertimento in primo luogo.

POI corrono anche per affermare la superiorità tecnica della casa motociclistica della quale si fanno portacolori, per questioni di marketing, di vendita del prodotto finale al consumatore (che nulla ha a che vedere con una vera motogp).

Per tutto questo vengono spesi milioni di euro e miliardi di yen.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i piloti corrono con moto superstellari, difficili da mettere a punto, che soffrono tremendamente la temperatura di esercizio delle gomme che spezzano gambe a tradimento, esageratamente enormi, dure e rigide nelle carcasse e che poi, per prestazioni, non si discostano poi tantissimo da una Superbike con gomme e motore derivato dalla serie (qualche cv in meno e 25kg di piu’ sul groppone), dove pero’ le PRESTAZIONI TRA I PILOTI durante la gara non si differenziano piu’ di tanto, non perchè non ci siano piloti di spicco o particolarmente dotati, ma perchè la messa a punto della moto è molto più semplice, la qualità dei materiali è più costante (quante volte sentite parlare di gomma fallata?), i motori sono meno delicati (in MotoGP se si ritirano tre moto per problemi tecnici, significa deserto in pista e fine dello spettacolo) e si riesce ad avere una vera COMPETIZIONE, e non una fragile alchimia di spettacolo e massima espressione della tecnologia.

Siccome ogni buona critica deve essere costruttiva, propongo due semplici modifiche al regolamento: utilizzare gomme realizzate a partire dagli pneumatici Superbike attuali, Pirelli o Dunlop che siano. Monofornitore di gomme vuol dire stessa costanza di rendimento per tutti e quindi piu’ spettacolo.

Per quanto riguarda l’erogazione rabbiosa di queste MotoGP, che mangia le gomme drasticamente (ed ecco perchè sono cosi grosse e dure) propongo di fare una modifica regolamentare importante: abolire il limite dei 21 litri di serbatoio di carburante, creato per limitare la potenza massima delle moto, ma finito per rovinarne solo la curva di erogazione della stessa, e fissarlo a 25 litri, e stabilire semmai un limite al diametro massimo dei condotti di aspirazione: dato che il rapporto stechiometrico della miscela aria/benzina deve essere tendenzialmente fisso intorno al 14:1, c’è un limite alla portata di “potenza” delle moto. Vi ricordate il Campionato Sport Production, coi carburatori da 28mm per tutti?

Proprio l’introduzione del limite a 21 litri di serbatoio ha portato con se un’erogazione scorbutica che ha reso questa MotoGP quello che è oggi: per controllarla si sono spesi milioni di euro in software di gestione della potenza (piu’ potenza = piu’ consumi) e di addolcimento della stessa. Tutto è partito da li.

Se un motore è trattabile, non sarà necessario spendere milioni di elettronica per addolcirlo. Cosi potremo sperare di vedere qualche moto in piu’ sullo schiaramento, magari anche competitiva. Riavremo il nostro spettacolo, otterremo il loro marketing e, tecnologicamente, sarà sempre e cmq quello il massimo dell’espressione motociclistica.

Ricordo e cito una frase molto importante e calzante a pennello, da “Il Gattopardo”: Tutto deve cambiare perchè tutto resti com’è.

 

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Caporedattore di Blogobike, esperto di meccanica, corsi di guida sportiva in pista e sicurezza su strada

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