Renault Twizy: Sintesi a emissioni zero. Oggi.

L’elettrico Renault per tutti è finalmente arrivato: 2 posti, 100km di autonomia e un design personalissimo caratterizzano questo mezzo come il primo vero esemplare della sua specie: totalmente ad emissioni zero, 100% elettrico e vera via di mezzo tra le due e le quattro ruote.
Noi di Blogobike, insieme ad altri blogger di auto e moto siamo stati invitati ufficialmente da Renault a provarlo in anteprima e a confrontarci tra noi, proprio perché il Twizy rappresenta quell’anello di congiunzione tra auto e moto che da molti anni si è cercato di inseguire e realizzare, e dove ogni grande casa ha dato il suo contributo.
L’evoluzione della specie
Prima fu lo scooterone, con l’Honda CN 250, ci ha riprovato poi la Bmw con il C1 con tetto e cinture di sicurezza + airbag (guidabile senza casco), poi è stata la volta del Piaggio MP3 che rappresenta quasi l’ultima evoluzione del gene moto che si spinge verso l’auto, a cui si aggiunge il Quadro 4D, che però si può considerare sempre uno step ulteriore con una ruota in più dell’MP3.
Primo della classe
Adesso è il turno delle aziende produttrici di automobili di gettarsi nella mischia: tra le più lungimiranti e concrete troviamo il gruppo Renault, che ha progettato un veicolo molto promettente: due posti in tandem, piccolo molto più di una Smart, lungo poco più di un MP3, largo come una moto e mezza, sicuro come un auto, facile come una bicicletta, e costa come una scooterone.
Zero emissioni per 100 km di autonomia, costo irrisorio per la percorrenza chilometrica (si parla di circa 1 euro e mezzo), tempi di ricarica contenuti: tre ore e mezza per la ricarica completa, che permette percorrenze ben al di la dell’urbano.
Sarà disponibile in due versioni, una di 5KW chiamata Twizy 45 -per i km/h che è in grado di raggiungere-, la seconda Twizy 80 -velocità massima autolimitata- con motore da 17KW.
Il Renault Twizy sarà omologato come quadriciclo leggero: basterà il patentino per il primo Twizy 45, essendo paragonabile alla Ape 50cc, mentre servirà almeno la patente moto A1 (o la B) per guidare la versione Twizy 80.
L’ecosostenibilità ha il suo prezzo

Calcolando che si potrebbe caricare una volta al giorno, chi è che farebbe più di 100 km in una giornata di uso normale? Essere ecosostenibili significa anche non chiedere un qualcosa che va ben al di là di quelle che sono le nostre reali esigenze.
Parlando di portafoglio invece, è chiaro che un veicolo, per quanto piccolo, con tanta tecnologia a bordo (si parla di batterie al litio, recupero dell’energia in frenata, trazione elettrica, airbag conducente, telaio con sospensioni indipendenti…) abbia un suo costo all’atto dell’acquisto non indifferente: 6.990 euro IVA inclusa.
Sono pochi se rapportati ad un auto, sono tanti se rapportati ad uno scooter, sono ancora pochi però se collegati al fatto che state dando ai vostri figli un mezzo con il quale essere indipendenti (voi e loro), felici (loro) e rilassati (voi): il Twizy è infatti un mezzo molto , sia come sicurezza attiva, in quanto prestazioni (brillanti, ma autolimitate in velocità massima) e manovrabilità in ogni frangente sono ottime, che passiva: airbag guidatore e cinture per entrambi gli occupanti del veicolo, la base del veicolo stessa, con carrozzeria più larga dell’abitacolo e le 4 ruote stesse forniscono ottima protezione.
Leasing per tutti

Le batterie possono essere date in leasing per 50 euro al mese, una cifra che non deve spaventare: infatti in questa somma è compresa anche la manutenzione del veicolo, più la fornitura di un veicolo sostitutivo nel caso in cui il mezzo non dovesse essere in grado di garantire in concreto l’autonomia promessa. La convenienza del pacchetto dipenderà anche dalle percorrenze che avrete col Twizy, esattamente come quando vi ponete la questione tra diesel e benzina: se girarci costa, facciamo tanto, 2 euro ogni 100 km + 50 euro al mese, ogni mese spenderete 20 euro di corrente, 50 di leasing batterie e manutenzione, cioè 65-70 euro. La controparte a benzina quanto costerebbe? Personalmente spendo ben di più già con la sola moto, anche durante l’inverno, per cui la scelta Renault converrebbe senza dubbio. Se guardo alla macchina, il confronto appare ancora più eloquente: i 12km al litro della mia Punto mi convengono solo finché non supero i 3-400km al mese di utilizzo: cioè 14 km al giorno (considerate che con l’auto o la moto, in questo conteggio, non mettiamo dentro i costi di manutenzione). Da li in avanti, ogni chilometro lo pago 12 cents, col Twizy meno di 2 centesimi, compresa la manutenzione.
Impressioni di Guida

Saliamo a bordo del Renault Twizy 80, prima come passeggeri, poi al posto di guida.
La prima impressione è positiva: il posto guida è comodo, adeguato a persone di ogni statura, ci si sente protetti dalla struttura, avvolti dal sedile e contenuti dalle forme dello stesso. I comandi sono semplici ed immediati: due tasti. Uno per la marcia avanti, uno per la retromarcia (che non presenta nessuna difficoltà, data le misure veramente ridotte del veicolo e lo sterzo capace di un raggio ridottissimo di sterzata). E’ possibile tuttavia richiedere anche i sensori di parcheggio, come optional, al costo di 350 euro. Per mettere in folle è sufficiente schiacciarli entrambi.
L’abitabilità del passeggero è discreta, una volta seduto e allacciate le cinture di sicurezza; tuttavia dobbiamo rilevare che l’accesso al secondo posto è, per noi che non siamo proprio piccoli, non facilissimo, ma va detto che non abbiamo fatto slittare in avanti il sedile del pilota per agevolarci.
Si parte!

Diamo tutto gas, pardon, volt e acceleriamo rapidamente con ottima progressione fino alla fine del breve rettilineo, toccando velocità intorno ai 60 km/h, per poi frenare decisamente, affrontare il tornante e compiere una stretta variante dove capiamo immediatamente di che pasta è fatto il Twizy: ecodivertimento.
Stabile sulle 4 ruote da 13 pollici, ben gommate, rapidissimo nelle reazioni dello sterzo, non mette mai in difficoltà il pilota ne tanto meno la stabilità del mezzo, che può contare su 4 sospensioni indipendenti, un baricentro bassissimo che tiene il centro di rollio rasoterra. Non si imbarca, non si impunta, ma anzi, scarta lesto nei destra/sinistra, frena meravigliosamente bene, arrivando anche al bloccaggio delle ruote se si insiste, ma dandone ampio preavviso.
L’assetto è tarato per dare al mezzo un carattere che tende al sottosterzo nel momento in cui si esagera in curva. Per chi se lo stesse chiedendo, il Twizy non si può ribaltare: ci abbiamo provato, e, davvero, non la riteniamo una eventualità possibile neanche a farlo apposta. Il baricentro bassissimo è garanzia di stabilità.
Feeling: è un Confort-go-kart

Se il telaio e ciclistica ci hanno convinto subito, per il motore abbiamo inizialmente avuto qualche perplessità: ci aspettavamo uno scatto più deciso, avendo provato altri veicoli elettrici a due ruote (tutto dipende in realtà dalla centralina: in base a come è stata programmata, stabilisce la potenza da erogare in base alla velocità e come gestire il feeling col pedale del gas.), tuttavia, una volta che ci siamo trovati a manovrare nel traffico della pista prima, e parcheggiare poi, abbiamo intuito il perché di questa taratura: non è che non si può, è che un veicolo che parte con un calcio, specie se a 4 ruote, non è confortevole per nulla, oltre ad essere poco gestibile in spazi stretti e a stancare molto presto.
La mappatura della centralina è stata un precisa scelta: il Twizy è dolce fino a 10 km/h (velocità da avanzamento in coda, manovre di parcheggio, situazioni di start and stop insomma), senza incertezze, ma mai brusco, salvo poi erogare la potenza con progressione e decisione in allungo.
Considerate poi che a bordo del veicolo eravamo sempre in due (peso considerevole da spostare, specie nelle partenze da fermo per un mezzo di 400kg con 160 kg di 2 passeggeri adulti e 17 KW al motore), per cui le prestazioni del motore sono assolutamente soddisfacenti sia in termini assoluti che relativi: questo esemplare rappresenta una preserie, aperta ad aggiornamenti software e di rifinitura dei particolari prima del lancio ufficiale e la consegna in concessionaria dei mezzi definitivi: già cosi va bene e se ci sono margini ulteriori, non può che andare meglio.
Conclusioni

Non saremo noi a potervi dire se questo autoscooter avrà successo, ne se la linea vi dovrà piacere o meno; possiamo dirvi come va, e va bene, possiamo dirvi se conviene, e conviene in tutti i sensi: i costi di utilizzo sono più bassi rispetto a quelli di un qualsiasi altro veicolo urbano, a parità di percorrenza oltre una soglia di 3-400km al mese. E’ sicuro più di uno scooter ed è più piccolo di un’auto, ma inquina meno di entrambe a motore spento. Certo, non lo regalano, ma la tua salute e quella dei nostri cari ha forse un prezzo poi cosi alto, dopotutto?

Note: abbiamo potuto provare il Twizy per poco tempo. Avremmo voluto testare più a lungo il veicolo Renault, per vedere come si sarebbe comportato su un fondo più sconnesso, vie del centro con pavè e tombini, percorsi più lunghi e distesi, stabilità alle alte velocità, autonomia effettiva ed in tutte le condizioni del guidare quotidiano. Tuttavia possiamo immaginare che, date le generose coperture con cui è equipaggiato, 145/80 R13 (come la prima Panda) dotate di una spalla abbondante che aiuta molto il telaio a smorzare le piccole asperità, il confort sarà sufficiente in tutti i frangenti. In Renault se c’è una cosa che non è mai mancata è proprio quella. Considerate poi che con queste misure sono disponibili anche diversi pneumatici invernali termici.
La Gallery:
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Dai, carino però! Se lo fanno anche rosa magari… credo si possa personalizzare tutto, con decals, colori e quant’altro come fanno per la 500