Stoner: Chi vince, resta solo

Casey ha raggiunto soltanto quest’anno quello che era un obbiettivo che si era posto già quattro anni addietro, e di cui, in un certo qual modo, nessuno lo considerava veramente all’altezza, data la supremazia tecnica della Rossa Bolognese nel 2007.
Merito della moto o di Stoner dunque? La risposta la abbiamo avuta quest’anno, perché è soprattutto è il presente che conta: nel 2007 la Ducati gli avrà sicuramente dato una mano sul dritto, perché è storico il duello con Valentino Rossi in Qatar alla prima gara, dove Rossi recuperava nel misto quello che perdeva sul dritto -più di 20 km orari- conclusosi con la vittoria dell’australiano.
Nel 2011 però non era la moto la sola ad essere competitiva, ma il pilota ha sfiancato tutti, spostando l’asticella la dove nessuno poteva arrischiarsi a puntare, e chi l’ha fatto, ha pagato con pesanti conseguenze le proprie cadute.
Non bisogna pensare che Stoner sia irraggiungibile, perché può essere battuto, ma l’unico che poteva qualcosa in questo senso, Lorenzo, ha mollato il colpo dopo metà stagione, ritirandosi poi durante le ultime 3 gare per un infortunio grave ad una mano.
E se Valentino va forte almeno come un Lorenzo in forma (cosa che nel 2008-2010 è stata dimostrata più volte, non ci sono dubbi che Stoner sia un vero manico assoluto delle due ruote.
Tanto bravo quanto riservato però: non è mai stato un grande chiaccherone, ne un mostro di simpatia, ma anzi, ad inizio stagione è parso essere risentito e volersi togliere diversi sassolini Ducati dalla scarpa, per alcuni persino in modo un po vigliacco.
Casey non ama infatti le luci della ribalta e dei media, preferendo la tranquillità del suo box, del suo Ipod, ma soprattutto della sua famiglia, ormai in definitiva espansione perché la sua dolcissima mogliettina Arianna aspetta ormai a settimane di dare alla luce il loro primo figlio.
Ha un grande senso della famiglia, perché cosi gli è stato cresciuto: la sua intera famiglia si è più volte trasferita in giro per il mondo, per seguirlo mentre affrontava i vari campionati (anche inglese) che l’hanno portato in 125 e 250 prima e in MotoGP poi, ad essere il numero uno. Sarà a detta di molti un ragazzo fragile di testa (che non è vero, perché non molla mai e non vuol far vedere di aver bisogno di nulla), ma è sicuramente grazie alla forza che ha alle spalle, la sua famiglia di origine prima e quella che si sta creando poi, che è riuscito ad affermarsi con così tanta determinazione ed autorevolezza.


pilota da poche chiacchere e zero teatrini !!! solo tanto sano e buon vecchio GASSSSS , com’era una volta !!! ci piaceeeeeeee !!!!!!