Suicidio Aprilia: CRT per fallire in Superbike

La casa di Noale si è lanciata in una sfida che non sarà in grado di sostenere e che non sembra portare a nulla di buono, per come si mette già dalle premesse.
Giovanni Sandi, neo-ex capotecnico di Max Biaggi in Superbike, si è lanciato nella impresa CRT con il team Ioda, telaio artigianale (derivatissimo aprilia) e motore aprilia, ma sono in molti ad usare questo propulsore, come il Team Aspar, che insieme ad aprilia sta studiando il compromesso telaistico migliore per riuscire a sfruttare le temute gomme Bridgestone a partire da quello che è la moto derivata dalla serie.
Non è successo tutto per caso: Sandi aveva chiesto un RSV4 con tratttamento ufficiale anche per il figlio Federico Sandi (buon pilota a nostro giudizio) e il non soddisfare queste richieste (non una questione di soldi soltanto) ha causato il punto di rottura con l’azienda con la quale egli ha vinto, insieme con Max, ben 4 mondiali.
Il Massimiliano Furioso
Max ha provato anche a venirgli incontro, offrendosi di coprire e garantire, anche di tasca propria, molte delle sue richieste, ma non c’è stato verso: nessun passo indietro da Sandi.
Biaggi è stato affidato adesso alle cure di Enrico Folegnani (vinse un mondiale Ducati con Troy Corser nel 1996), che guiderà una squadra che ancora non esiste davvero, riunendo anche tecnici ex-Camier, ormai dimissionari da settimane.
Furioso quindi Max, che prima ancora di iniziare un mondiale cui partecipa per competere alla vittoria, si ritrova senza un Team su cui fare affidamento, che dichiara: “Sandi mi ha tradito. Sapevo che c’erano dei problemi ma gli sono stato vicino, volevo che si mettesse d’accordo con l’azienda per non disperdere il potenziale di un team che ha fatto tre stagioni di assoluto prestigio. Ero pronto a fare di tutto perchè la rottura non si verificasse. Ma Giovanni è stato troppo duro, l’Aprilia non poteva accettare le condizioni.”

“Andiamo avanti meglio che potremo: Folegnani non è un salto nel buio, lo conosco molto bene. Ho lavorato con lui nel ’92 quando guidando l’Aprilia 250 del team Valesi e nel ’97 alla Honda Kanemoto. Nei test è filato tutto liscio, nei prossimi giorni si metteranno a cercare i meccanici per la prossima stagione. Ne usciremo, ma ci sono comunque rimasto malissimo.”
Credere in Max Biaggi e nella RSV4 ha portato a eccellenti risultati sportivi, tuttavia il mercato non ha ripagato di conseguenza, vuoi forse per un costo elevato della sportiva di Noale, vuoi per un marketing non gestito nel migliore dei modi: se non vendi la più bella moto (tecnicamente ed esteticamente) degli ultimi 5 anni, nonostante tutto il made in Italy e la livrea Alitalia (che fa molto Lancia Stratos dei tempi d’oro), qualche domanda devi pur fartela.
La sfida CRT, verso cui Sandi è stato evidentemente dirottato (non ci si presenta in MotoGP senza un minimo appoggio della casa madre), rappresenta, di per se, un salto nel buio, sia come ritorno di immagine, sia come investimenti futuri: prendere sonore bastonate è facilissimo di questi tempi e pensare che Dorna lascerà entrare dalla finestra CRT (che permette ai piccoli costruttori e telaisti di competere coi Big a costi e regolamenti di favore) chi dovrebbe passare dalla porta principale MotoGP è un errore.
L’avventura MotoGP sarà un bagno di sangue se non si vorrà fare figure barbine.

In Superbike Aprilia aveva già uno dei migliori piloti, il più motivato, il più esperto, il più metodico, il più leader di tutti, e quello con il peso mediatico maggiore: Melandri o Checa contro Biaggi, a livello di marketing, non valgono neanche la metà.
La RSV4 poi quest’anno sarebbe stata molto più competitiva rispetto all’anno passato, vuoi per i favori riconquistati della Pirelli, vuoi per l’esperienza maturata quest’anno e gli aggiornamenti tecnici apportati per il 2012 (Ducati è praticamente ferma nello sviluppo 1098 e la Panigale sbarcherà solo nel 2013), senza contare che le bicilindriche partiranno con ben 6kg di zavorra in più sul groppone e ci sarà un diverso sistema di compensazione dei vantaggi tecnici, più favorevole alle 4 cilindri.
L’ultima occasione buona, da che era alla portata, adesso ha un rischio altissimo di sfumare in una nuvola di polvere e polemiche.
Si sa: Biaggi è un pilota facilmente irascibile, non ama correre con il sassolino nella scarpa, figuriamoci con il fegato marcio perché gli hanno portato via la squadra con la quale aveva instaurato un feeling assoluto e con la quale sapeva come poter vincere un mondiale, suo unico obbiettivo ed aspirazione: è li per quello.
Dirottare in MotoGP/CRT Giovanni Sandi, senza preavviso e affidandogli gli uomini migliori (e la maggior parte delle risorse del reparto ricerca e sviluppo Aprilia), sottraendo alla SBK linfa per vincere, crediamo sarà un errore che costerà molto caro ai vertici di Noale.


[...] La FIM e la Dorna hanno pubblicato i cambiamenti regolamentari, operativi già dal 2012, per le classi MotoGP: imbarazzante favoritismo alla classe CRT. [...]
[...] la partenza dell’ex team manager e capotecnico Giovanni Sandi, emigrato nel progetto CRT Aprilia in MotoGP, Enrico Folegnani era stato chiamato a gestire il team [...]
[...] per chi vuole farlo). Propulsori da corsa che durano più di quelli di serie messi in pista (vedi i motori Aprilia derivati dalla SBK che possono percorrere, prima di incappare in rotture, molti meno km rispetto ai propulsori GP. [...]
Che dire, con il senno di poi è facile criticare, ma dopo il risultato del primo week end a Phillip Island, direi che sparare a zero contro l’Aprilia pensando di saperne più di loro, forse è stato un po’ presuntuoso.
Hai ragione pierfrancesco. Tuttavia, cosi tanto per parlare, posso portare qualche elemento di prova per sostenere che non erano illazioni campate in aria.
Cominciamo.
Ben due tecnici si sono rifiutati di fargli da capotecnico e team manager.
Considerate le premesse, mi sembra proprio che Max abbia trovato una situazione che nemmeno lui, nelle sue più rosee aspettative, si immaginava di avere già da inizio campionato.
Non è fortuna quello che l’ha portato alla vittoria in Australia alla prima gara, ma una condizione tecnica che, fino al mese prima, semplicemente non era concretizzata in niente. Non ha avuto fortuna a vincere la gara, ma ad ritrovarsi la squadra che ha (c’è qualcuno che ha lavorato dietro per trovare comunque delle persone di valore), perché senza un ottima squadra, non si vince. Poi è anche vero che non parti ultimo e arrivi secondo in una gara mondiale della SBK senza essere un autentico manico ancestrale, questo è sicuro. Ma è sempre questo il discorso: gli uomini sono importanti, sono loro che fanno la storia, non la sola moto. Max era messo malissimo a gennaio, nessuno avrebbe potuto pensare che si sarebbe riuscita a mettere su un altra squadra di livello e che, soprattutto, andasse d’accordo con Biaggi, noto terrore dei box.
Detto questo, un saluto, un abbraccio e un ringraziamento per la fedeltà con la quale ci seguite sempre.
Ciao!
Ad un anno di distanza si può dire che hanno avuto ragione: di gran lunga la migliore crt , negli ultimi test più veloce persino di Ducati e compioni del mondo superbike…