Andare avanti: la moto salvavita dopo la tragedia
La morte di Oscar Mcintyre, durante il round Australiano del mondiale Superbike, ha lasciato tutti con un grande vuoto ed un grande senso di impotenza davanti a questi fatti che non sono affatto finiti dopo la perdita del più amato dei piloti del motomondiale, Marco Simoncelli.
La dinamica non è la stessa, ma quello che non ci sta è proprio di lasciarci la pelle che non sia quella della tuta che si indossa: farsi male è parte del gioco, fa parte del rischio, ma nel 2012 non possiamo più accettare come effetto collaterale la morte di un partecipante senza fare tutto il possibile per evitare che accada questa sciagurata eventualità.
C’è una caratteristica che accomuna molti degli ultimi incidenti mortali accaduti in campo motociclistico: il peso delle moto in gioco.
Nelle categorie inferiori, 125 e 250 (che non ci sono più!), le velocità in gioco, sia in curva, sia nei rettilinei, non sono poi cosi lontane dalle pesanti 4 tempi attuali: le 125cc fanno i 240 all’ora, le 250cc facevano anche i 280 km/h.
Eppure i pesi delle motociclette sono esageratamente più contenuti: 70kg le 125cc, 100kg le 250cc (potrebbero essere ancora più leggere) e 110-120kg le “fu” 500cc.
Le 4 tempi odierne invece sono tutte intorno ai 150kg: le Moto2 si fermano, nel migliore dei casi, a 140kg, le MotoGP sono ingrassate fino a 157kg, ma dal 2013 saliranno a 160kg; le Superbike sono tra i 169kg di Aprilia e i 175 della Ducati. Stiamo parlando dei pesi reali.
Capite bene che, per quanto riguarda le SBK, siamo oltre i 100kg in più di una 125cc e 75kg più di una 250. Costi di gestione, ovviamente, superiori per la SBK.
Le dinamiche che hanno portato alla tragica conclusione di alcuni di questi incidenti sono molto simili: investimento del pilota da parte delle altre moto che seguivano.
Dato che l’energia cinetica, in un impatto, è uguale alla massa per il quadrato della velocità, ne discende che dimezzare la massa del mezzo equivale anche a più che dimezzare le energie in gioco: c’è differenza tra ricevere un colpo, o essere sfondati da quest’ultimo.
Nel Motocross accade di continuo che i piloti vengano calpestati o colpiti da altre moto. Vero è che le velocità in gioco sono diverse, ma anche i pesi e le condizioni influiscono: se ti saltasse in testa una BMW GS da 230kg sarebbe senz’altro peggio di una KTM 450 racing da 100kg. Una ti ammazza sul colpo, l’altra ti rompe qualche costola, ma hai molte speranze di cavartela.
Non è questione soltanto di 2 o 4 tempi, ma anche di materiali: la fibra di carbonio ormai è diffusa e a buon mercato, tutto sommato; il titanio ugale, magnesio per ruote, teste e carter uguale. Il costo dei materiali, in se, per costruire la moto, non è determinante nel bilancio totale. Costano più delle buone sospensioni Ohlins ufficiali che un intero motore.
Tra le Moto3 250cc 4t e le vecchie 125cc 2 tempi c’è una differenza di circa 5-9kg a seconda del motore utilizzato, ovviamente a carico delle nuove 4 tempi: si passa dai 75kg agli 80. Non è una tragedia, certo, tuttavia la moto avrà un baricentro più alto ed inerzie maggiori (albero, pistoni, controalberi, alberi a camme, valvole, campana frizione, volano etc… sono tutti più pesanti ed in rotazione) e sarà quindi, naturalmente, meno maneggevole a prescindere. da tutto.
Se sei meno maneggevole, ci metti più tempo a cambiare traiettoria, se sei più pesante ed hai, oltretutto, il baricentro più alto, gli spazi di frenata aumentano. Per non dire la facilità che si ha nel riprendere una moto più leggera di un altra (a prescindere dalla potenza): se ti scappa via una moto da 100kg è una cosa, se ne pesa 170, ha un inerzia che ti trascina con se: non sei tu che porti la moto, ma lei che trascina te.
Ho personalmente assemblato e costruito, a partire da una Cagiva Mito 125, una Mito 250 monocilindrica 2 tempi che pesa 81kg. Motore di serie cross. totale investimento 2 mila euro. Duemila.
Dite che con 20mila euro e gente veramente competente (noi siamo solo amatori) non si possa migliorare un risultato cosi?
Devo continuare ancora o va bene così? La moto leggera salva la vita, mettiamocelo bene in testa e sotto al sedere.



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“[...] Dato che l’energia cinetica, in un impatto, è uguale alla massa per il quadrato della velocità, ne discende che dimezzare la massa del mezzo equivale anche a più che dimezzare le energie in gioco[...].”
Uhm.. non è esatto:
Se dimezzi la massa (a parità di tutto il resto) dimezzi l’energia cinetica. Ma, a parità di tutto il resto, una moto considerevolmente più leggera (metà della massa) va mediamente più forte.. e l’energia varia con il quadrato della velocità.. e si torna da capo.
l’energia di impatto di una SBK a 180 all’ora, con tanto di pilota sopra, è esattamente poco più del doppio di quella di una 125, sempre a 180 all’ora e con lo stesso pilota sopra. Una 250 sviluppa la metà della forza di impatto di una SBK. Abbiamo proprio fatto i conti. E fa la differenza: un osso si rompe, in genere con una forza circa 200kg per cm2 di pressione. Se gliene arrivano 300 o 400 non c’è differenza, si rompe e basta e l’energia dell’impatto va a scaricarsi sui tessuti molli sottostanti ancora di più. Ma se l’energia di impatto fosse di 180 kg per cm2, allora l’osso non si romperebbe. Poi, chiaramente, ci si potrebbe fare molto male lo stesso, persino morire, tuttavia, almeno si avrebbero delle chances di sopravvivere anziché essere tristemente spacciati.