Aprilia in MotoGP: piegare è un’ Art

Art è una sigla che raggruppa le moto CRT sotto l’unica bandiera di Noale, non a caso infatti, sono le uniche CRT ad andare forte.

Dire moto derivate dalla serie, SBK e dire CRT, da oggi si pronuncia Art-Aprilia: In pratica è una RSV4 modificata nel telaio e nel motore per adattarsi, da un lato, alle gomme Bridgestone in uso in MotoGP, dall’altro per sfruttare fino in fondo i vantaggi regolamentari concessi a chi si presente in sella ad una CRT, moto che, a questo punto, Ezpeleta stesso ha definito come “qualsiasi moto che sia possibile acquistare realmente e non più in leasing milionario”, basta che non figuri il nome ufficiale del costruttore del motore se questa è una grande casa motociclistica, come Aprilia, per l’appunto.

I Team CRT godono poi dell’ ECO-Race-Incentivo di 500mila euro per la sola partecipazione al campionato (ovvio che debbano rispettare degli standard di qualità ed affidabilità in ogni caso).

Si sono svolti a Valencia, in concomitanza con i primi test MotoGP invernali, i primi test ufficiali per gli squattrinati (si fa per dire) team CRT: i test sono stati sicuramente meno costosi restando in Europa, ma la brutta figura non se la sono di certo risparmiata.

I tempi delle CRT parlano chiaro

1.- Randy De Puniet FRA ART 1.34.9 35 giri

2.- Aleix Espargaró ESP ART 1.35.6 46 giri

3.- Mattia Pasini ITA ART 1.36.7 43 giri

Questi sono tempi da Moto2, le MotoGP infatti girano sull’1.31-32 su questa breve pista.

La situazione è grave, da non sottovalutare: se nessun Team CRT può, in alcun modo, essere competitivo (si parla di 3 secondi di distacco al giro su una pista cosi corta), allora non è per nulla un buon affare investire in questa categoria: la certezza delle retrovie allontanerà qualunque investitore, perché, al giorno d’oggi, gli exploit non esistono più. Dietro sei e dietro rimani.

Cosa non va? Cosa manca? Perché Biaggi ha girato nel 2010, con gomme da gara, in 1.33.800, mentre Il francese De Puniet si becca due secondi, guidando una moto che, sulla carta, dovrebbe essere decisamente più potente ed evoluta?

Le gomme possono essere una risposta. Ma se si chiede in giro, si sentirà dire che le Bridgestone MotoGP sono coperture molto più performanti delle Pirelli Superbike, almeno per quanto riguarda la prestazione pure, non certo la facilità di utilizzo.

Sono i Piloti a non fare la differenza? Randy è il miglior pilota francese e dall’anno scorso è tornato in palla verso fine stagione. In ogni caso è uno che sa guidare e che non si becca certo più di 3 secondi al giro dal primo, se la moto è competitiva.

Che sia l’elettronica il vero limite, o la mancanza di un cambio di tipo “seamless” come Honda o Ducati, che fa risparmiare almeno 5 decimi al giro nudi e crudi?

Può darsi.

Oppure è la Formula Moto1-CRT che a non funzionare: un alchimia nata sotto cattivi presagi, troppo caricata di aspettative, ma osteggiata dalle stesse case che dovrebbero alimentarla.

La cosa sconcertante rimane che, a Valencia, le 600 da 600mila euro girino sui tempi delle mille da 2 milioni e mezzo.

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Caporedattore di Blogobike, esperto di meccanica, corsi di guida sportiva in pista e sicurezza su strada

Un commento

  1. BlogoBike | Capirossi: i piloti dovranno avere un minimo sindacale. Basta correre gratis o pagare per farlo says:

    [...] piloti con la valigia spopolano, e lo fanno cosi tanto che, a correre nella CRT, e co-responsabili delle loro miserrime prestazioni, sono soprattutto i famosi piloti con la [...]

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