Capirossi: i piloti dovranno avere un minimo sindacale. Basta correre gratis o pagare per farlo
Loris Capirossi sa bene dove si va a parare quando si tratta di corse, budget squadra e personale: le risorse umane sono una voce di spesa dalle grandi potenzialità. Di taglio.
Noto è ormai il caso di Antony West, che ha dovuto lasciare la sella all’italiano Mattia Pasini, meritevolissimo di una moto in ogni caso, ma capace di attirare sponsor e capitali più del pilota australiano.
I piloti con la valigia spopolano, e lo fanno cosi tanto che, a correre nella CRT, e co-responsabili delle loro miserrime prestazioni, sono soprattutto i famosi piloti con la valigia.
Non è un mistero che si possa ingaggiare un pilota, piuttosto che un altro, sulla base anche delle sue possibilità di catalizzare investimenti di capitali altrui: i famosi sponsor personali.
Moda ormai affermata e tendenza in ascesa è quella del pilota che paga da se per correre, per farsi notare, per provare a sfondare.
Per correre ai massimi livelli servono sempre molti soldi, specie se si vuole avere la possibilità di fare il salto.
Dato che un pilota, a meno di non avere un papà magnate russo o petroliere (vedi Karel Abraham in MotoGP) di solito non dispone di uno o due milioni di euro (il minimo per avere del materiale competitivo), ma ha accesso “solo” a poche centinaia di migliaia di euro, per le quali deve svenarsi lui e tutta la sua famiglia, in genere (vedi Simoncelli e vedi Stoner), allora le cose non si mettono bene per la categoria.
Un pilota è già nervoso, di per se, quando sta sulla moto in gara, figuriamoci se da quella gara dipende la possibilità di continuare a correre la successiva, di avere insomma altre opportunità, perché non se ne può permettere altre ancora?
In genere o gli viene il braccino o finisce in terra per la necessità di stare davanti e farsi notare, come un flash o una stella cadente.
In ogni caso, non potrà certo stare per molto con quelli che contano se parte da questi presupposti tecnico-psicologici.
Loris Capirossi, che ci vede lungo e ha tantissima voglia di fare ha intenzione di istituire, nel giro di due anni, un fondo piloti, destinato solo ed esclusivamente al compenso degli stessi, specie di chi non ha altra scelta che portarsi la valigia.
E’ infatti uno scandalo che questi ragazzi, soprattutto i più giovani, rischino la vita (perché se il tuo mezzo costa poco e, in linea di principio, non è competitivo, devi rischiare molto di più degli altri per stargli vicino) gratis, ed anzi, spendano soldi per poter rischiare.
Fare il pilota è divertente, ma ci sono tanti campionati dove pagare per correre costa molto meno e c’è persino meno tensione e meno divario prestazione tra il primo e l’ultimo.
Se Loris si dedica alla sicurezza dei circuiti e dei piloti, oltre che della sicurezza delle stesse gomme Bridgestone, allora possiamo cominciare a sperare per il meglio: Capirex è uno che non ha mai mollato!



[...] [...]