Non chiamatelo bollito

Troy Bayliss è l’ultimo dei grandi piloti che ha lasciato il cyrcus del mondiale, ma nella sua carriera ha attraversato alti e bassi.
Come molti suoi colleghi, gli alti e bassi a volte ritornano a volte rimangono: non bisogna quindi pensare che pilotoni come Melandri o Rossi siano arrivati a fine carriera: se sono arrivati fino a li significa che sono sicuramente buoni. Lo stesso Stoner non ha vinto poi tantissimo fino al 2007, anche se aveva cominciato bene in MotoGP nel 2006, per poi continuare con troppi alti e bassi per tutta la stagione. Tutti di nuovo a dargli del pilota fragile nel 2010, quando poi, nel 2011, è parso a tutti troppo chiaro e troppo presto che ci si era tremendamente sbagliati.
Mi ricorderò sempre il giorno in cui Guido Meda aveva azzardato l’ipotesi che Troy fosse ormai un pilota bollito: era l’inizio delle prove del gp di Donnington nel 2004, Bayliss correva ancora in MotoGP, e quando l’ho visto entrare in pista con la Desmosedici 1000 più cattiva di sempre, mi sono chiesto se guidare cosi fosse persino umano: si è fatto 4 giri tutti di traverso, in entrata ed in uscita. Ha guidato come un pazzo, oltre i limiti della fisica, scatenando la sua fantasia e lasciando libero il cuore. La foto si riferisce proprio a quel pomeriggio. Peccato non ci sia il video disponibile, ma se qualcuno di voi lo possiede o riuscisse a reperirlo, verrebbe adeguatamente ricompensato!
Il cronometro raramente paga questi eccessi di gomma bruciata, per cui non è riuscito a conquistare la prima fila, ma, davvero, mi sono detto: col cavolo che questo è un pilota bollito!
Ed infatti nel 2006 la storia gli ha dato ragione, anno in cui ha battuto tutto e tutti su qualsiasi cosa avesse due ruote.
Questo è il nostro tributo a Bayliss, una gara, un’impresa eroica: cadere due volte in una singola manche e finire comunque quinto la gara.
Il telecronista è in visibilio, dice: è incredibile, Bayliss non ha niente da perdere e tutto da vincere, ma cade ancora, si rialza per la seconda volta, non ci voglio credere, ma sta succedendo, supera tutti gli altri piloti come fossero degli amatori, all’esterno e all’interno senza neanche tenere delle linee…


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