Stoner aspetta una buon motivo per ritirarsi?

In un’intervista, Andrea Dovizioso rivela particolari interessanti sulla personalità di Casey e del suo modo di guidare.

Rimproverato troppo spesso di guidare facendo troppi calcoli senza lasciare andare l’istinto, Andrea ha tenuto a precisare una volta per tutte quanto l’istinto non sia cosa comune a tutti i piloti e che la più grande differenza tra i migliori e gli altri piloti sia la capacità di arrivare al limite fin dai primi minuti che si sta in sella.

“Fatico a portarmi al limite con l’istinto, che a questi livelli e con questi talenti è d’obbligo. Questo è il punto su cui lavoro da anni.

Casey il primo giro lo tira al limite: se la gomma è al 95 per cento lui va al 95. Noi altri ci arriviamo in due o tre giri. Questo fa la differenza. Da due anni lavoro a livello psicologico, mi ha fatto conoscere meglio me stesso. E conoscersi è la base per migliorare in moto e alzare il limite. Poi c’è l’allenamento. Per esempio, da quest’anno corro i rally in auto, che impongono di tirare fuori il cento per cento subito: ho studiato l’approccio ai turni di tanti piloti, a volte l’ho copiato. Devo solo diventare un pò più istintivo. Non cadere e non strafare non basta”.

Spiegato il segreto del suo successo e del come poter fare per vincere ben più di una gara all’anno, Andrea, che da quest’anno guida una Yamaha M1, ha commentato la situazione in cui versa il campionato del mondo, dalle CRT alla questione denaro. Passando poi ad analizzare un punto su cui anche il suo ex compagno di squadra si era soffermato a discutere: se in futuro non ci saranno più MotoGP, ma solo CRT? Attualmente la situazione non piace a nessuno perché c’è una commistione ed una convivenza di due categorie di non eguale livello in un’unica griglia di partenza.

“Questo campionato è triste. Se transizione dev’essere, che sia veloce, si facciano delle moto che derapano e siano più difficili, con più spettacolo e divertimento. Chi è forte vince anche con le CRT. I piloti che dicono di non correre più se le MotoGP cambiano non hanno una visione reale. Se lo dice Casey Stoner è perchè si è stufato e vuole prendere la palla al balzo”.

In effetti è vero, Casey ha più volte ripetuto di non voler più correre in MotoGP se non ci saranno più i prototipi a gareggiare: moto di secondo livello non gli interessano.

Casey è un pilota quasi atipico, fuori dalle piste. Se va bene che sia anche schivo, sembri magari poco carismatico, non azzecchi proprio tutte le battute o le uscite, fin qui nessun problema: c’è chi è portato, chi no, chi non è interessato proprio alla faccenda.

Quello che è invece atipico è che Casey, fuori dalle gare, non vada in moto.

Sembra strano, ma non usa quasi mai la moto: non fa allenamento a due ruote se non con la bicicletta. Anche le sue uscite in automobile sono limitate.

C’è chi, bene o male, ha sempre il sedere su un motore da corsa, volante o manubrio non fa differenza.

Lorenzo, Ben Spies, Dovizioso, Capirossi, Hayden, Pedrosa, Rossi e Simoncelli stesso hanno fatto e fanno dei loro weekend un occasione per dare tanto gas.

Questo, in modo evidente, non incide certo sulla loro bravura: Casey va in moto da prima di saper camminare e dal 2007 è un fenomeno riconosciuto, non ci sono dubbi.

Eppure, lo vediamo tutti, appena può, sta lontano dai campi di gara, si rifugia con la sua famiglia in luoghi appartati e non si lascia andare in uscite domenicali con amici tra monti o pistini.

Per certi versi quindi, sembra un grande talento del motociclismo, ma poco appassionato alla moto stessa. Ne ha vista troppa, di moto? Ha vissuto forse la sua avventura sulle due ruote con troppa pressione da quando corre? LA necessità di raggiungere l’obbiettivo podio-vittoria ce l’hanno tutti, eppure adesso che è li, che è il migliore e tutti lo sanno,  sembra non esserne veramente felice e non pare divertirsi realmente.

In ogni caso, di sicuro Casey ha cose più importanti e belle a cui pensare adesso: il 16 Febbraio è diventato padre di una splendida bambina, Alessandra.

Caso strano vuole che proprio il 16 Febbraio fosse il compleanno di Valentino Rossi. In un modo o nell’altro, le personalità più distanti di questo ambiente entrano sempre in contatto!

Via Racing

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Caporedattore di Blogobike, esperto di meccanica, corsi di guida sportiva in pista e sicurezza su strada

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